Fermo IT: dai costi immediati all'impatto sulla Business Continuity
Settembre è il mese della ripartenza. Tornano a pieno regime attività, progetti, clienti, produzione e scadenze. E riparte quella macchina tecnologica che, spesso senza che ce ne rendiamo conto, sostiene ormai quasi ogni processo aziendale.
Connessione, server, cloud, applicazioni, gestionali, sistemi di comunicazione: siamo così abituati ad averli sempre disponibili che la Business Continuity viene quasi data per scontata.
Ma non lo è.
Un guasto hardware, un problema alla rete, un errore umano, un attacco informatico o l’indisponibilità di un servizio possono interrompere improvvisamente un processo critico. Il fermo IT, insomma, può nascondersi dietro l’angolo.
E spesso, senza qualcuno al nostro fianco che conosca l’infrastruttura e sappia valutarne le dipendenze, non immaginiamo – o sottostimiamo – quanto possa costare all’azienda anche una sola ora di fermo.
La domanda da porsi, quindi, non è soltanto:
“I nostri sistemi funzionano?”
Ma anche:
“Quanto ci costerebbe se domani smettessero di funzionare per un’ora?”
Quanto costa davvero un'ora di fermo IT?
Non esiste una risposta valida per tutte le aziende.
Il costo del downtime dipende da quali sistemi diventano indisponibili, da quali processi dipendono da quei sistemi, dal momento in cui avviene l’interruzione e, soprattutto, da quanto tempo serve per tornare alla piena operatività.
Dieci minuti di indisponibilità di un’applicazione secondaria hanno un impatto molto diverso rispetto a dieci minuti di blocco di un gestionale, di una linea produttiva, di una piattaforma di prenotazione, del sistema attraverso il quale arrivano gli ordini o della connettività aziendale.
Per questo il costo di un fermo IT non dovrebbe essere valutato soltanto dal punto di vista tecnico.
Quando l’IT si ferma, raramente si ferma soltanto l’IT.
Il costo del downtime è molto più grande di quello che vediamo
Proviamo a immaginare un’interruzione dei sistemi aziendali della durata di un’ora.
Il costo più immediato è quello delle persone impossibilitate a lavorare. Ma considerare soltanto il costo del personale significherebbe vedere una piccolissima parte del problema.
Il vero costo di un fermo assomiglia molto di più a questo:
Ed è proprio l’ultima parte della formula a essere spesso sottovalutata.
Il costo orario di dieci persone che non possono lavorare può essere calcolato. Così come si possono quantificare una penale o un ordine non evaso.
Molto più difficile è attribuire un valore a un cliente che, dopo aver trovato un servizio indisponibile, decide di rivolgersi altrove. Alla fiducia persa. A un commerciale che non riesce a rispondere durante una trattativa importante. Al tempo che manager e collaboratori sottraggono alle proprie attività per gestire l’emergenza. Alla percezione di inaffidabilità lasciata a clienti, fornitori e partner.
Sono costi intangibili, ma non per questo meno reali.
E più il fermo si prolunga, più queste variabili iniziano a sommarsi.
Business Continuity: non basta avere un backup
Avere un backup è fondamentale. Ma Business Continuity significa qualcosa di più.
Significa sapere quali processi sono realmente critici, da quali sistemi dipendono e cosa deve accadere affinché l’azienda possa continuare a lavorare – o tornare operativa nel minor tempo possibile – quando qualcosa non funziona.
Backup, Cyber Security e Disaster Recovery diventano quindi componenti di una strategia più ampia di continuità operativa.
Due parametri aiutano a rendere molto concreto il concetto:
- RTO – Recovery Time Objective: entro quanto tempo un sistema o un processo deve tornare disponibile?
- RPO – Recovery Point Objective: quanti dati possiamo permetterci di perdere tornando all’ultimo punto di ripristino disponibile?
Perché non tutti i processi hanno la stessa criticità.
Un sistema può permettersi di rimanere indisponibile per qualche ora. Un altro, dopo pochi minuti, può già iniziare a generare costi importanti.
Conoscerne la differenza significa iniziare a gestire realmente la Business Continuity.
Dal problema IT al problema di business il passo è brevissimo
Un’infrastruttura IT oggi non è semplicemente un insieme di server, reti, applicazioni e dispositivi.
È ciò che permette alle persone di lavorare, ai clienti di comunicare con l’azienda, agli ordini di essere processati, ai dati di essere disponibili, alle sedi di comunicare tra loro e, in molti casi, alla produzione stessa di funzionare.
Per questo un problema infrastrutturale può diventare rapidamente un problema di business.
E non servono necessariamente eventi eccezionali.
Un fermo operativo può nascere da componenti obsolete, configurazioni non aggiornate, connettività non ridondata, backup mai testati realmente, sistemi non monitorati, vulnerabilità non conosciute o dipendenze tecnologiche che nel tempo sono cresciute senza essere riesaminate.
Nel frattempo l’azienda cambia, i processi diventano più digitali e aumentano le dipendenze dalla tecnologia.
La domanda è: l’infrastruttura si è evoluta allo stesso modo?
La Business Continuity parte dalla conoscenza dell'infrastruttura IT
Un’azienda può avere firewall, backup, cloud e sistemi di sicurezza evoluti e avere comunque un singolo punto critico capace di compromettere la continuità operativa.
Per individuarlo bisogna guardare l’infrastruttura nel suo insieme: connettività, reti, sistemi, sicurezza, backup, procedure di ripristino e, soprattutto, le dipendenze tra tecnologia e processi aziendali.
È qui che avere un partner IT al proprio fianco fa la differenza.
Non soltanto quando si verifica il problema.
Soprattutto prima.
Check IT: quanto è pronta la tua infrastruttura a gestire un fermo?
Il Check IT Antelma parte dall’analisi dell’infrastruttura per individuare possibili criticità, punti di attenzione e aree di miglioramento.
L’obiettivo non è aggiungere tecnologia dove non serve, ma comprendere dove un problema potrebbe trasformarsi in un fermo operativo e quali aspetti meritano di essere approfonditi per migliorare la Business Continuity dell’azienda.
Perché conoscere oggi un punto debole costa molto meno che scoprirlo durante un fermo.
Quanto può permettersi di rimanere ferma la tua azienda?
Inizia dal nostro pre-assessment online: poche domande per fare una prima fotografia dell’infrastruttura e individuare gli aspetti che può essere utile approfondire insieme.
Oppure scopri come Antelma può supportarti con un percorso più completo di analisi, Cyber Security e continuità operativa.



